Saturday, 10 December 2016 22:06

Velocità massima Featured

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Velocità massima  di Daniele Vicari con Valerio Mastrandrea, Cristiano Morroni, Alessia Barela, Massimiliano Varrese, Ivano De Matteo

Velocità massima lo si potrebbe definire un film giovane, non solo perché è un film recente (uscito nel 2002), non solo perché il regista lo ha realizzato quando aveva meno di quarant’anni ma anche perché cerca di scandagliare e di entrare nella psicologia giovanile. Se si volesse fare un paragone con un grande film del passato, il primo film che ci verrebbe in mente sarebbe sicuramente Gioventù bruciata, un vecchio capolavoro americano diretto da Nicolas Ray nel 1955 che vede, come protagonista, l'indimenticabile James Dean. 


Il regista di Velocità massima è Daniele Vicari, che fino al 2001 si era occupato con successo della realizzazione di qualche cortometraggio e di documentari, lavorando anche come aiuto regista. Velocità massima è il suo primo lungometraggio, nato inizialmente proprio dall’idea di un documentario sul quale poi è sorta la storia. Senza entrare nei dettagli della trama basti ricordare alcuni elementi chiave: le corse clandestine di automobili, la passione per i motori, l’amore. In alcuni scene si nota la vena documentaristica del regista, l’ambiente delle corse clandestine, la vita delle metropoli, i dialoghi che nascono in strada sono veramente ben descritti, si tratta di un regista che riesce tuttavia ad entrare anche nella psicologia dei personaggi e a tratteggiarne in maniera precisa i caratteri. Durante un’intervista Daniele Vicari aveva affermato che il 50% del lavoro del regista è quello che si fa con gli attori, bisogna conoscerli, cucirgli addosso il personaggio che dovranno interpretare. E’ per questo che, ad esempio, sono state riscritte molte battute del film tenendo conto persino del modo di parlare degli attori, sono loro che devono creare il personaggio. Vicari ottiene nel 2003, con questo film, il David di Donatello come miglior regista esordiente. Tra gli altri premi ottenuti possiamo ricordare quello relativo al miglior montaggio, premio meritatissimo vista la bravura con cui vengono affiancate immagini diverse e talvolta contrastanti. A dare armonia e ritmo al montaggio ci pensano le musiche, sempre pronte a sottolineare ed offrire forza al racconto ed alle immagini. Altra cosa importante è che il film non scade nel facile moralismo, non da dei giudizi né vuole essere di parte, descrive le scene ed i personaggi così come sono, lasciando le vie aperte allo spettatore, senza rinchiuderlo in giudizi e messaggi preconfezionati.

Si è accennato inizialmente ad un vecchio film americano, ebbene si vuol concludere ora facendo riferimento ad un altro film americano che diede inizio ad una fortunata serie, si tratta di Fast and Furious: il primo episodio uscì proprio nel 2001, non a caso un anno prima di Velocità massima. Si potrebbe quindi pensare ad un'idea ripresa da Vicari e riportata in ambito italiano, le cose non stanno tuttavia così. il film di Vicari nasce da uno studio lungo ed accurato sulle corse clandestine in Italia, un'attenzione all'argomento che il regista aveva da anni, il film sarebbe anzi dovuto uscire precedentemente, tuttavia le difficoltà finanziarie hanno costretto Vicari ad attendere fino al 2002. Basti pensare che un solo camion di Fast and Furious, per intenderci il riferimento è a quei camion sotto i quali passano gli spericolati protagonisti con le loro auto, ebbene uno solo di quei camion è costato più di quanto costò l'intera realizzazione di Velocità massima.

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